Jun
24

Kiss – Datchforum di Assago

By Laura  //  Rock  //  No Comments

KissNon si può certo dire che la location della seconda e ultima data italiana del Kiss Alive 35 World Tour abbia la stessa magia dell’Arena di Verona, ma anche stasera la fragorosa orda della Kiss Army c’era (non al completo) e si è fatta sentire (anche se meno variopinta del solito).

Aprono le danze i Cinder Road, band statunitense che grazie alla decisa interpretazione del frontman Mike Ruocco regala pezzi di rock melodico e per nulla scontato.

Giusto il tempo di sgomberare la scena e sul palco un enorme telo nero sembra preludere alle meraviglie e alle rocambolesche avventure che i nostri beniamini di lì a poco ci faranno vivere. Un’esplosione violenta dal rimbombo assordante ci risveglia dall’assopimento dell’attesa e ci porta nel “paese dei balocchi” ma stavolta ad attenderci non c’è l’omino di burro con il suo carro di ciuchini, ma quel Lucignolo di Paul Stanley con il suo seguito di pazzi acrobati.

Come se fossero appena usciti dal freezer direttamente dai ruggenti anni ’70, i Kiss rifulgono in tutto il loro paillettato splendore, e i loro faccioni dipinti del tipico bianco-nero (un evergreen) incutono un certo teatrale rispetto, forse perché si ergono al di sopra di noi mortali fan e ci scrutano da lassù, in cima alle zeppe laminate.

Lo show è di una spettacolarità impressionante, il palco è tutto una cascata di luce e la scena è resa ultradinamica da pedane semoventi come la batteria-navicella di Eric Singer che decolla con tanto di reattori verso l’infinito spazio della musica ed esalta l’assolo tecnicamente impeccabile dell'”uomo gatto”.

Il concerto si apre alla grande con pezzi storici come Deuce, Strutter, Got To Choose, Hotter Than Hell, Nothing To Lose, ma è con She che si accende letteralmente la serata, o meglio, la chitarra di Tommy Thayer, che durante l’assolo spara razzi a destra e a manca, roba da non crederci… ma se pensavamo che il “paese delle meraviglie” fosse tutto qui ecco che rispunta Gene Simmons con un ghigno agghiacciante, ammicca alla folla sfoderando mezzo metro circa di lingua e ci spaventa tutti perchè sembra puntarci come un camaleonte punta una preda appetitosa. Gli scende pure una bava sanguinolenta durante l’assolo e per un attimo ci sentiamo davvero presi di mira, soprattutto quando “vola” al di sopra delle luci del palco prendendo lo slancio con quelle sue alucce da pipistrello e ci spara I Love It Loud, con tutta la cattiveria (ma chi ci crede?) che ha in corpo.

La serata sembra non spegnersi mai, e quando i nostri eroi paiono convinti a mollare riparte un lungo bis di successi travolgenti. Il Datchforum è tutto un’onda anomala di fan danzanti e scalpitanti grazie a pezzi come Lick It Up (fenomenale), I Was Made For Lovin’ You (avremmo voluto tutti indossare gli zatteroni in quel momento per unirci a loro in una zeppa, ooops, un corpo e un’anima sola) e poi ancora Love Gun, durante la quale assistiamo al volo del “figlio delle stelle” Paul, che abbarbicato con la zeppa assassina a un anello in acciaio si catapulta in un centimetro quadrato di palco in zona mixer godendosi un meritatissimo bagno di folla.

Putroppo arriva la fine della fiera arriva anche nel “paese dei balocchi” e i Kiss ci salutano come si deve investendoci con un milione di coriandoli (tornando a casa ne troviamo anche dentro le mutande) e con giochi pirotecnici degni della reggia di Versailles (a parte quella piccola gaffe del tecnico luci che ne fa partire una raffica a una canzone prima dalla chiusura, ma son dettagli da poco) e sulle note di Detroit Rock City ci congediamo dai nostri eroi mascherati.

Che magica nottata, brillante, scoppiettante (anche se la voce di Paul non è che fosse particolarmente cristallina nonostante la bronchite di un mese fa sia ufficialmente passata); mitici Kiss, non hanno perso lo smalto di un tempo nonostante la veneranda età… e siccome We Wanna Rock’n’ roll all night and Party Every Day, vedete di non aspettare altri 10 anni prima di tornare… We wanted the best we got the best.

Laura Molin per DelRock.it

Leave a comment